Tonni in estinzione: il destino del mare in una scatoletta

Acquistare una scatoletta di tonno e’, oggi piu’ che mai, un gesto irresponsabile che rischia di mettere in grave pericolo il delicato ecosistema dei nostri mari.

Se ne sente parlare sempre piu’ spesso attraverso la rete, i giornali, film documentaristici come “the Cove”, e anche in  in trasmissioni televisive come Report, che nell’ultima puntata, ha descritto un quadro pittosto lucido e realistico sulla pesca indiscriminata a questo amimale, da sempre considerato una preziosa risorsa per l’industria alimentare.

“Le campagne pubblicitarie cercano di far apparire la pesca al tonno come una pittoresca industria artigianale, ma in realtà le flotte che pescano il tonno sono tra le più industrializzate al mondo, e sono responsabili di gravi impatti sugli oceani. Questo tipo di pesca minaccia da un lato le risorse da cui dipende, sovrasfruttando gli stock di tonno e catturandone esemplari giovani, e dall’altro l’intero ecosistema marino.
Il tonno è solitamente pescato con metodi che causano ogni anno la morte di migliaia di squali, tartarughe marine, delfini e altre specie, anche minacciate d’estinzione.”

Il sistema di pesca denominato FAD e’ uno di quelli piu’ raccappriccianti:
I FAD sono oggetti galleggianti in grado di attirare interi branchi di tonni e altri animali che saranno poi circondati e catturati con enormi reti.
Sono vere e proprie trappole mortali soprattutto per esemplari giovani di tonno: gran parte delle catture accessorie sono infatti costituite da esemplari immaturi di tonno Pinna gialla e tonno Obeso (Thunnus obesus).

La pesca con reti a circuizione su FAD è pertanto considerata una delle cause principali dell’esaurimento di tali stock. Poiché il tonno pinna gialla e il tonno obeso sono specie di grande valore commerciale, ucciderne esemplari immaturi non è solo un atto distruttivo da un punto di vista ambientale, ma anche, in termini economici, una dimostrazione della vista corta del settore.
Le prede catturate accidentalmente dalle rete a circuizione sono tantissime, tonnellate di animali agonizzanti vengono ogni giorno rigettati in mare come fossero spazzatura e lasciati morire a causa dei traumi gravissimi causati dalle reti, oppure gia’ morti, soffocati dalla massa dei corpi di altri sventurati come loro.

I tonni Rossi e quelli della varita’ Pinna gialla sono oramai a grave rischio di estinzione e per salvarli non sono sufficienti mezze misure.
Acquistare scatolette che riportano indicazioni sui sistemi di cattura, la proveninza del pesce pescato, e “simpatiche” immagini di delfini felici che dovrebbero rassicurare il consumatore, non rappresenta minimante una soluzione al problema, l’unica scelta che potrebbe determinare il destino di questa e altre specie e’ la rinuncia al consumo di ogni marca di tonno in scatola.

Aspettare una seria presa di posizione da parte dell’industria ittica e dai governi e’ solo un’ulteriore perdita di tempo, mai come in questo caso sono le nostre scelte a fare la differenza.

Dei 23 stock sfruttati commercialmente:
-almeno 9 sono classificati come completamente pescati (fully fished)
4 sono considerati sovrasfruttati o completamente esauriti
3 sono classificati come gravemente minacciati
-3 sono minacciati
-3 sono vulnerabili all’estinzione

E’ arrivato il momento di informarsi, informare e prendere una posizione, il destino dell’ecosistema marino dipende solo da noi.

Per vedere l’ultima puntata di Report: L’ULTIMA MATTANZA clicca Qui

Per leggere il rapporto sui tonni di Greenpeace: TONNO IN TRAPPOLA clicca Qui

Qui sotto un video prodotto da Andrea Biello sintesi eloquente di una sofferenza taciuta : “SOFFOCARE”