Oche, papere & co. Basta un "quack" ed è subito amore!

Scopri perchè noi di iVegan amiamo le oche, le papere e tutti i simpatici volatili dalle zampe palmate, in queste storie tratte dal sito www.incontraglianimali.org

Le amerai anche tu!

CHI SONO:
Anatre e oche sono gli unici animali d’allevamento che possiamo osservare facilmente anche in libertà, perché ne esistono ancora di selvatici, sia in natura che nei parchi cittadini.
In natura esistono quasi 150 specie di anatre, oche, cigni, ed hanno molti tratti in comune. Hanno zampe palmate adatte a nuotare, collo lungo, becco con una sorta di lamine che servono da “filtro”, hanno le piume impermeabili sopra, e uno strato di piume isolanti sotto. I piccoli lasciano il nido subito dopo la schiusa delle uova e dopo poche ore sono già in grado di nuotare e nutrirsi da soli.

Le anatre domestiche sono animali pacifici che non combattono mai tra loro, nemmeno con le anatre selvatiche. Sia le anatre e le oche domestiche, sia quelle selvatiche, amano vivere in grandi comunità, come molte altre specie di volatili. Comunicano tra loro per far sapere agli altri membri del gruppo i pericoli imminenti: una volpe, o altri predatori.

Cigni e oche sono i volatili che sono in grado di volare più in alto: scalatori del monte Everest hanno visto delle oche selvatiche volare a un’altezza di 9500 metri, mentre gli umani già a 6000 metri collassano e a 7000 metri rischiano la morte.

« Anatre e oche sono uccelli acquatici; tutta la loro esistenza si svolge attorno a grandi masse d’acqua. Immaginate di essere privati della gioia di nuotare, immergervi o correre attorno a uno stagno o a un lago. […] E immaginate come ci si sente vedendo i propri cugini selvatici volare e capendo che non ci si può unire a loro, anche se si percepisce lo stesso istinto naturale a partire. [Masson] »

STORIE E ANEDDOTI:
« Le anatre possono sviluppare amicizie profonde e durevoli, anche con specie diverse, senza bisogno di imprinting. Un maschio di anatra muta, per esempio, è stato molto legato a una gallina di nome Hetty. Quando Hetty era anziana e cominciava a perdere vitalità, le attenzioni dell’amico erano davvero commoventi. Nei suoi ultimi due giorni di vita, le è sempre rimasto accanto. Restavano insieme nel pollaio, rifiutandosi di uscire. [Masson] »

Racconta Lorenzo, della provincia di Alessandria:

« Protagoniste di questa storia furono l’Oca Geltrude ed un’anatra muta, che fino a quella notte avevano in comune solo il fatto di vivere insieme. Una sera come altre, eravamo già tutti a riposare, ma chissà perché non crollai come al solito appena appoggiata la testa sul cuscino…
Passarono pochi minuti e sentii Geltrude fare il suo inconfondibile verso… era meglio dei cani, per la guardia! D’istinto corsi giù, con in mano una torcia elettrica, ed eccomi da lei. Geltrude mi venne incontro, proprio come fa di solito un cane che vede il suo amico umano tornare a casa. Mi sembrava tutto a posto, anche l’anatra c’era, ma si nascondeva dietro l’oca… e questo mi lasciò perplesso, visto che non avevano mai “viaggiato” una accanto all’altra.
Allora puntai la torcia verso l’anatra, e qui l’amara sorpresa… sul suo collo si vedeva chiaramente il morso di un animale. Dai piccoli fori usciva una goccia di sangue, evidentemente le urla di Geltrude ed il mio arrivo avevano fatto desistere l’aggressore.
La ferita fortunatamente era solo superficiale, l’anatra non ebbe nessuna conseguenza, spavento a parte. Ma da quella notte lei e Geltrude furono inseparabili! Dove andava l’oca andava anche l’anatra, e così fu fino a quando morì per prima l’anatra, di morte naturale ovviamente.
Ma ricorderò sempre quella notte, e soprattutto la riconoscenza che l’anatra dimostrò alla sua amica fino alla fine. Viaggiarono sempre insieme, era incredibile vederle accanto in ogni luogo e momento della giornata. Credo che l’anatra si fosse resa conto che se non fosse stato per la sua nuova amica che aveva iniziato a starnazzare, per lei non ci sarebbe stato scampo. Una dimostrazione di riconoscenza e affetto che difficilmente ho avuto la fortuna di rivedere fra gli umani.
Mitica Geltrude, era troppo bello guardarla mentre si “imbambolava” a seguire con i suoi occhietti azzurri gli aerei volare nel cielo, e quando pure lei se n’è andata due anni fa, mi è dispiaciuto, non poco. »

Racconta Susanna, della provincia di Roma:
« Io ho avuto anatre e oche, e l’amicizia che stringono tra loro è molto profonda. Avevo un’oca muta di nome Malox che era fidanzato con un’anatra di nome Oky. Erano molto legati e Malox non faceva avvicinare nessuno, era aggressivo e territoriale. Quando Oky è morta, lui non si è più mosso, ha smesso di mangiare e di bere, si faceva prendere e neanche la vicinanza di altre anatre o galline lo confortava. Si è lasciato morire perchè Oky non c’era più. »

Troviamo questa storia commovente nel libro di Masson:
« William Henry Hudson, uno dei più grandi studiosi di ornitologia, racconta la storia di un uomo che aveva visto una coppia di oche in una regione selvaggia a sud di Buenos Aires poco dopo che gli stormi avevano iniziato la migrazione verso sud. “La femmina camminava con passo fermo verso sud, mentre il maschio, in piena agitazione e chiamandola a gran voce di tanto in tanto, camminava davanti a lei e continuava a voltarsi a guardare e chiamare la compagna”. Poi il maschio prendeva il volo e guardava ancora dietro di sé per controllare se la compagna lo seguiva. Purtroppo lei non poteva: aveva un’ala spezzata. Era partita per il lungo viaggio verso le isola Falkland a piedi. Lui non voleva lasciarla, così, dopo qualche centinaio di metri, atterrava e l’aspettava. Volava un po’ in avanti per mostrarle la strada, poi ritornava “di continuo, chiamandola con i gridi più furiosi e penetranti, insistendo perché spiegasse le ali e volasse con lui verso la loro casa lontana”. [Masson] »

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