La Canapa dalla natura alla tavola

Dalla collaborazione con la nutrizionista Roberta Bertocci di Vegancoach, nasce questa prima dispenza dedicata alla canapa, una pianta antica e preziosa impiegata in svariati utilizzi, da quello tessile a quello alimentare. Per ogni approfondimento o curiosità siete invitati a contattarci ,  saremo felici di affidare le vostre richieste al parere esperto della Dottoressa Bertocci.

Buona lettura!

La canapa in tavola

Una pianta virtuosa e dai mille usi che ha antiche radici anche qui in Italia dove, fino agli anni 60, era coltivata per la sua fibra: nei primi del ‘900 l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa dopo la Russia, ma con l’avvento delle fibre sintetiche pian piano la produzione calò finchè la coltivazione non venne del tutto vietata accomunando erroneamente la canapa da fibra con quella impiegata come sostanza stupefacente ad elevato contenuto di t.h.c.
Successivamente, con la clausola di poter coltivare varietà con un livello massimo di principio attivo inferiore allo 0.2% , la coltivazione in Italia è ripresa in alcune zone.

Gli impieghi della canapa sono vari e in ambito alimentare si usano prevalentemente i semi, che sono privi del principio attivo farmacologico ma molto ricchi di sostanza nutritive.
I semi sono commercilizzati interi, decorticati, se ne estrae un olio ricco e gustoso, farine per alimenti dolci e salati oppure se ne ricavano prodotti  proteici come ad esempio l’hemp- fu.

I semi

I semi interi hanno un tegumento grigiastro ricco di fibra e minerali e sono ottimi da consumare come snack o aggiunti nell’impasto di pane e pizza. Se ai semi viene tolto il tegumento, rimane l’endosperma, la parte più grassa e proteica, più morbida e facile da digerire e quindi anche più adatta ai bambini.

I semi di canapa, come anche altri semi oleosi, sono un ottimo alimento per tutti, ma per bambini, ragazzi e sportivi lo sono in particolare: sono infatti ricchi di proteine, grassi buoni (vedi oltre) e sali minerali come il magnesio, presente in abbondanza e molto importante per la salute delle ossa. I semi decorticati di canapa possono essere aggiunti ad insalate, nei cereali della mattina, frullati con latte vegetale e frutta da consumare come spuntino o merenda, se ne possono fare creme salate spalmabili per panini o bruschette se mescolati insieme ad erbe aromatiche e altri cibi dal sapore deciso come olive, capperi o pomodori secchi.

Un cucchiaio di semi decorticati corrisponde ad un peso di circa 10 gr che equivale a circa 3.5 gr di proteine e 5 gr di grassi.

 L’olio

Dai semi spremuti si ottiene il prezioso olio, dalla composizione in grassi molto interessante: l’olio di semi di canapa infatti, rispetto ad altri oli di semi comunemente impiegati come il mais o il girasole, ha un rapporto di acidi grassi essenziali ottimale, cosa molto importante per vegetariani e vegani.

Nell’ambito dei grassi infatti esistono alcuni di essi che vanno introdotti necessariamente attraverso gli alimenti (per questo detti essenziali) e sono i cosiddetti acidi grassi polinsaturi omega 3 ed omega 6, preposti ad importanti attività come la risposta infiammatoria e l’aggregazione piastrinica. Affinchè queste attività funzionino regolarmente, è importante che gli acidi grassi vengano introdotti in un certo rapporto tra loro, considerato da molti addetti al settore ottimale quello corrispondente a 4:1 (cioè gli omega 6 presenti in proporzione 4 volte superiore agli omega 3), qual’ è proprio quello dell’olio di canapa.
Mediamente invece nella popolazione italiana,  il rapporto di questi grassi assunti con la dieta è di 13:1 e in generale è così fortemente sbilanciato nelle società occidentali per via dell’eccessivo consumo di carne e latticini e un basso apporto di grassi “buoni” omega 3. I media hanno in passato bombardato sugli omega 3 del pesce, nel quale in effetti si trovano abbondantemente ma senza la presenza di antiossidanti che proteggono questi acidi grassi dall’ossidazione cui vanno facilmente incontro. A parte la questione etica sull’utilizzo di alimenti di origine animale, meglio quindi acquisire omega 3 da fonti vegetali: in particolare l’olio di canapa presenta anche un elevato contenuto di vitamina E, che aiuta a preservare integri i delicati acidi grassi essenziali in esso contenuti.

Qualora l’unica fonte di lipidi fosse quella dell’olio di canapa si avrebbe un apporto e un rapporto di acidi grassi essenziali perfetto. Se invece , come è probabile , si assumono anche altre fonti di grassi come margarine, o semi oleosi (noci, nocciole, pistacchi, mandorle), ricchi di nutrienti molto importanti ma anche ricchi di omega 6, è possibile bilanciare l’apporto introducendo anche un cucchiaino di olio di semi di lino spremuto a freddo ogni giorno. L’olio extra vergine di oliva invece non ha effetti rilevanti sul rapporto omega 6/omega 3 e quindi può essere consumato tranquillamente.

Un cucchiaio di olio di canapa, corrispondente a circa 10 gr, contiene circa 8 gr di omega 6 e 2 gr di omega 3, che per una persona che assuma 2500 Kcal al giorno vuol dire aver già soddisfatto il fabbisogno di acidi grassi essenziali.

L’olio di canapa va consumato crudo, su piatti non bollenti e va acquistato spremuto a freddo e conservato in luogo fresco e una volta aperto va tenuto poi il tappo ben chiuso e mantenuto nel frigorifero.

Hemp-fu e preparati alimentari a base di canapa

L’hemp-fu si ricava dal latte di canapa ottenuto frullando i semi in acqua. Il latte si coagula poi con del nigari, lo stesso utilizzato per il tofu, in questo caso si ottiene un tofu di canapa, che si può utilizzare come l’analogo prodotto della soia. L’hemp-fu, è particolarmente saporito e digeribile e rappresenta una valida fonte di proteine adatta anche per chi è intollerante al glutine.

Oltre al tofu esistono una quantità infinita di prodotti alimentari derivati dalla canapa: burger, seitan, affettati, biscotti, pasta, bevande, snack in barretta e addirittura una birra dal gradevole sapore amarognolo.

 

Nell’ambito di un’alimentazione vegan variata, i prodotti derivati della canapa possono essere inseriti come secondo alternativo a legumi, soia e derivati o seitan, garantendo in questo modo un apporto di aminoacidi essenziali ben equilibrato.

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