Archivi per la categoria ‘Ecologia’
Terremoto di Haiti: la deforestazione selvaggia è la causa scatenante?
La deforestazione e l’erosione dei suoli, provocata dagli uragani, potrebbero aver contribuito ad innescare il devastante terremoto che nel 2010 ha colpito Haiti, facendo 200.000 vittime, e lasciando in ginocchio il più povero Paese delle Americhe. A dirlo è il geologo statunitense Shimon Wdowinski, che con i suoi colleghi dell’università di Miami ha studiato la crosta terrestre nella zona di Port au Prrince dopo il sisma del 12 gennaio 2010.
I risultati della ricerca sono stati presentati la scorsa settimana a San Francisco al meeting dell’American geophysical union e Wdowinski ed i suoi colleghi sono convinti che la ridistribuzione dei sedimenti dalle montagne alla pianura del delta del fiume Leogane, causata da due violente tempeste principali tropicale e da due grandi uragani che hanno colpito violentemente Haiti nel 2008, potrebbe essere stata sufficiente a innescare la scossa catastrofica.
Il disboscamento quasi totale delle colline avrebbe aggravato l’erosione dalle tempeste.
Acidificazione degli oceani, un pericolo sempre piu’ vicino
Nei giorni scorsi nel Principato di Monaco è stato presentato lo studio “Ocean Acidification: Questions Answered” redatto dall’Ocean acidification reference user group con la partecipazione di una trentina di noti oceanografi di tutto il mondo. Si tratta di una vera e propria guida globale all’acidificazione degli oceani che è stata presentata dal principe Alberto II di Monaco durante un meeting organizzato dall’Iucn, che spiega: «L’acidificazione degli oceani causata dall’uomo avrà dei profondi effetti sulla vita marina, anche se le emissioni di CO2 cessassero di aumentare. Le osservazioni più recenti dimostrano che la chimica marina cambia e solo una riduzione importante e rapida dell’utilizzo dei combustibili fossili e della deforestazione potrebbe aiutare a rimettere in sesto gli oceani»
Chi conosce gli animali non li mangia! Ecco perche’ “amiamo” le pecore
Troppo spesso ci si dimentica che, oltre ai cani e ai gatti, anche ad ogni altro animale dovrebbe essere concesso di sviluppare una propria vita sociale ed emotiva, così come sarebbe per mucche, pecore, galline, conigli, ecc…se non venissero costretti a nascere e morire in condizioni inconciliabili con le loro caratteristiche etologiche.
Impariamo a conoscere gli animali per quello che sarebbero in realtà, senza pregiudizi e con umiltà verso tutte le creature che dividono con noi la terra.
Hai mai pennsato quanto è ricca la personalità di una pecora?
Scoprilo leggendo il seguito dell’articolo, tratto dal sito: www.incontraglianimali.org
Intervista a Jill Robinson: una vita dedicata a salvare gli orsi.
Sono 3 mila anni che la medicina cinese usa la bile degli orsi nei rimedi di medicina tradizionale.
Il costo? 500 dollari al chilo
Vivono in gabbie luride. Con un catetere perennemente inserito nella cistifellea. Per estrarre la bile, con cui in Cina si producono shampoo, lozioni e persino vino.
Intervista a Jill Robinson che si batte per liberare questi animali
Le alpiniste “globetrotter” diventano vegan!
Una squadra di nove donne per scalare le sette vette più alte del mondo.
Il team “Everest Women’s 7 Summit Eco-Action” è un gruppo di nove donne del Nepal che si sono prefisse di scalare sette delle più alte vette nei sette continenti, stabilendo il record mondiale come la squadra più numerosa a compiere l’impresa; e nel farlo vogliono richiamare l’attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.
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Sea Sheperd: Guerra ai bracconieri in difesa del Tonno Rosso
La stagione di pesca si è chiusa ufficialmente il 14 giugno ma molte barche hanno continuato.L’organizzazione Sea Sheperd ha sfidato in mare aperto due pescherecci libici fino allo scontro fisico.
E centinaia di animali sono stati liberati dalle reti.
Cambiamenti climatici e specie migratorie: la catastrofe e’ alle porte.
Perderemo per sempre animali come tartarughe, balene azzurre e manati?
Sembrerebbe di si rispetto al rapporto pubblicato dall’United Nations environment programme (Unep), la Zoological society of London e la Convention on the conservation of migratory species dell’Unep (Cms) dal titolo “Climate change catastrophe for migratory species” che ci rivela quanto le specie migratrici, come le tartarughe e le balene siano estremamente vulnerabili al cambiamento climatico.
Marea nera, il nuovo cimitero per il Tonno Rosso
Gli immensi danni causati dall’esplosione della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera nel golfo del Messico, cominciano ad essere sempre piu’ tangibili.
La flora e la fauna del golfo, nonche’ la popolazione locale sono i primi a subire le conseguenze di questo disastro ambientale che coinvolge anche una specie gia’ in grave rischio di estinzione: il Tonno Rosso.
Da uno studio della Tag-a-Giant foundation, un’associazione ecologista statunitense, pubblicato dalla rivista Plos One, la zona dove si trova la marea nera è uno dei siti di riproduzione favoriti da questo animale. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno analizzato i dati sulla pesca del tonno rosso tra il 2002 e il 2005, confrontandoli con quelli ottenuti tracciando via satellite le rotte migratorie di 112 esemplari a cui era stato applicato un segnalatore.
Tonni in estinzione: il destino del mare in una scatoletta
Acquistare una scatoletta di tonno e’, oggi piu’ che mai, un gesto irresponsabile che rischia di mettere in grave pericolo il delicato ecosistema dei nostri mari.
Se ne sente parlare sempre piu’ spesso attraverso la rete, i giornali, film documentaristici come “the Cove”, e anche in in trasmissioni televisive come Report, che nell’ultima puntata, ha descritto un quadro pittosto lucido e realistico sulla pesca indiscriminata a questo amimale, da sempre considerato una preziosa risorsa per l’industria alimentare.
Vivere senza latte: una scelta auspicabile
Si sente parlare sempre piu’ spesso dei rischi sulla salute umana e sull’ambiente dati dall’aumento della produzione e del consumo di latte; i ricercatori delle aziende zootecniche propongono soluzioni fantasiose e spesso poco efficaci per risolvere questi problemi, che vanno dal rendere il latte vaccino piu’ digeribile per la specie umana al tamponamento dei danni ambientali ed economici provocati dagli allevamenti intensivi.
Vi proponiamo questo articolo di greenreport.it, rimanendo come al solito convinti che rinunciare al consumo di prodotti di origine animale, compresi il latte e i suoi derivati, sia l’unica soluzione possibile per tutelare la nostra salute, le risorse naturali e soprattutto il benessere degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi e nelle aziende agricole...anche se biologiche.



















