Carne Biologica? No Grazie

Ivegan promuove la scelta vegan anche distribuendo materiale informativo gratuito. Nella sezione materiale informativo del nostro shop on line potrete trovare questo opuscolo e tanti altri da includere gratuitamente al vostro ordine.  Oppure venirli a ritirare direttamente in sede, sempre ‘a gratis’ naturalmente ;)

Questa volta vi presentiamo l’opuscolo sulla carne biologica:

Carne Biologica? No Grazie.

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l’opuscolo puo’ essere anche  richiesto tramite il sito di Agire Ora o essere scaricato per essere stampato.

Noi vi presentiamo anche una versione digitale da leggere direttamente, condividere, diffondere.

Andrea

iVegan.it

L’allevamento biologico non impatta meno sull’ambiente

I motivi per cui l’allevamento di animali per la produzione
di carne, pesce, latte, uova ha un impatto così massiccio
sull’ambiente sono molteplici e si ritrovano tutti, tali e
quali, anche nell’allevamento biologico, tranne uno – l’uso
di prodotti chimici. Eliminare un problema solo (e non il più
grave) sui tanti causati, non risolve assolutamente nulla.

Il problema degli animali d’allevamento è che consumano
molte più calorie e proteine, ricavate dai vegetali, di quante

ne producano sotto forma di carne, latte e uova: come
“macchine” (perché così sono purtroppo considerati negli
allevamenti, pur non essendolo affatto) che convertono
proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto
inefficienti. Il rapporto di conversione da mangimi animali
a cibo per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della
specie animale. Vale a dire: per ogni kg di carne che si
ricava da un animale, lo stesso animale deve mangiare
mediamente 15 kg di vegetali, appositamente coltivati.

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Questo spreco è alla base del “problema allevamenti”, e

questo è vero per tutti i tipi di allevamento. Dover coltivare
una quantità di vegetali 15 volte superiore a quella di
carne, pesce, latte, uova ricavati significa sprecare energia,
acqua, terreni fertili, cibo, sostanze chimiche usate nella
coltivazione. Nell’allevamento biologico si “risparmiano”
(in parte) le sostanze chimiche, ma tutti gli altri problemi
rimangono tali e quali.
Inoltre, rimane il problema della produzione di una quantità
enorme di escrementi da smaltire, nonché il problema del
disboscamento per far posto a pascoli, e quello dell’effetto
serra legato a tutti quelli citati, in quanto causato dallo
spreco di energia, dal disboscamento e dalla produzione di
deiezioni animali in forma di gas intestinali.

L’allevamento biologico non fa risparmiare gas
serra: i dati di Foodwatch

Proprio da quest’ultimo fattore ci vengono dei dati
numerici che dimostrano in modo lampante come
l’allevamento biologico sia del tutto inefficace per
preservare l’ambiente, mentre è molto efficace l’agricoltura
biologica.

L’associazione di consumatori tedesca Foodwatch
ha pubblicato nell’agosto 2008 un report sull’impatto
dell’agricoltura e dell’allevamento sull’effetto serra, il
primo nel suo genere che confronta anche la metodologia
di produzione – agricoltura e allevamento biologici e
convenzionali. Lo studio è stato svolto dall’Istituto tedesco
per la Ricerca sull’Economia Ecologica (IOeW), e ha tenuto
conto delle emissioni di CO2 risultanti dalla coltivazione
dei mangimi per gli animali, dall’utilizzo dei pascoli per
l’allevamento e dalle deiezioni prodotte dagli animali stessi
(escrementi e gas intestinali).

Il confronto, per risultare di facile comprensione al pubblico,
è stato esplicitato in termini di “km equivalenti” percorsi in
auto (una BMW, per la precisione), e quindi spiega a quanti
km in auto equivale la produzione di 1 kg di carne, di 1 kg di
grano, ecc., in termini di gas serra prodotti.

Cosa significa esattamente questo? Significa che facendo il
conto di tutte le attività produttive che servono per coltivare
i mangimi per gli animali (compreso l’uso di energia, acqua,
sostanze chimiche, ecc.), trasportarli, gestire gli allevamenti,
i macelli, ecc., la somma di emissioni di gas serra dovuta
a queste attività equivale ai gas serra emessi percorrendo
in automobile un certo quantitativo di chilometri. In questo
modo si può capire quanto sia inquinante, nel complesso,
questa attività, dando un termine di paragone che
conosciamo meglio, che è più chiaro a tutti.
Facendo dunque il totale di quanti “km in BMW” costa
un’alimentazione onnivora in un anno, quanto una
vegetariana (cioè un’alimentazione che esclude carne e
pesce ma non esclude latte e uova), quanto una vegana (cioè
un’alimentazione 100% vegetale, basata quindi su cereali e
legumi, oltre a verdura e frutta, ingredienti base di ogni tipo
di alimentazione sana), questi sono i numeri che risultano:

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Ma non emerge solo questo.
Emerge anche, guardando il grafico, che mentre per
un’alimentazione 100% vegetale usare ingredienti da
agricoltura biologica è molto “conveniente” dal punto
di vista ambientale, perché addirittura si dimezzano le
emissioni di gas serra causate, già per un’alimentazione
latto-ovo-vegetariana (quindi con latte e uova provenienti da
allevamenti biologici) la “convenienza” del biologico rispetto
al convenzionale è molto più ridimensionata, si risparmia
solo il 18%. Per un’alimentazione onnivora la situazione è
ancora peggiore: se si mangia carne di allevamento biologico
anziché quella di allevamento intensivo si risparmia solo il
9%.
In altre parole: passando da una alimentazione onnivora
da agricoltura e allevamento convenzionali a una 100%
vegetale da agricoltura sempre convenzionale, si risparmia
quasi il 90% delle emissioni di gas serra, passando invece
a un’alimentazione sempre onnivora ma da allevamento
biologico si risparmia solo il 9%. Una bella differenza!

Non salva animali

L’allevamento biologico non salva la vita ad alcun
animale. Se il motivo per cui si scelgono i prodotti da
allevamento biologico è evitare di far del male agli
animali, occorre rendersi conto che questo non è possibile.
Tutti gli animali d’allevamento finiscono al macello. Tutti
vengono uccisi in modo violento e senza pietà, i macelli sono
gli stessi per tutti gli animali.
Negli allevamenti biologici gli animali possono stare meno
peggio (meno peggio: non “bene”) rispetto a quelli intensivi,
finché sono in vita, ma tutti alla fine vengono uccisi in modo
atroce.
Per quanto riguarda la produzione di latte e uova, anche negli
allevamenti biologici, come in quelli intensivi:
- la mucca è costretta a partorire un vitellino l’anno, per

allevamenti-bio.pdf (Oggetto applicationpdf) - Mozilla Firefox_2

continuare a produrre latte; il figlio le viene strappato via
appena nato causando a madre e cucciolo un dolore profondo
che durerà per sempre;

  • - il vitellino viene allevato per pochi mesi e poi macellato;
  • - le mucche quando non più abbastanza produttive vengonouccise, non vengono certo mantenute fino alla naturaledurata della loro vita;
  • quando dalle incubatrici delle “fabbriche di galline ovaiole”,che contengono uova fecondate, nascono pulcini maschi,vengono immediatamente uccisi perché essendo maschi non potranno produrre uova, mentre le femmine andranno in allevamento e diventeranno galline produttrici di uova, chiamate “galline ovaiole”;
  • le galline ovaiole vengono uccise quando non più abbastanza produttive.

Stesse identiche uccisioni che ci sono negli allevamenti
intensivi.

Comprando prodotti di allevamento biologico non si salvano
animali.

Solo evitando di comprare prodotti di origine animale si
possono evitare le uccisioni.

Non esiste altro modo.

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Non è sostenibile

L’allevamento biologico aiuterebbe l’ambiente solo
se fosse portato alle sue reali conseguenze in modo
coerente, cioè se si consumasse molta meno carne.
Infatti, l’allevamento estensivo-biologico richiede molta terra,
quindi se tutti gli allevamenti fossero biologici, ci sarebbe
per forza di cose una drastica diminuzione della produzione,
e allevando un numero di animali molto minore ci sarebbero
effettivamente dei benefici per l’ambiente.
Ma solo perché si allevano meno animali, non perché si
allevano in modo estensivo-biologico!
Invece, consumare carne biologica, mantenendo inalterati
i consumi, significa non cambiare nulla, e non aiutare per
nulla l’ambiente, anzi.
Quindi, chi pensa di risolvere il problema mangiando carne
biologica dovrebbe prima diminuire i suoi consumi almeno
del 70%, se vuole essere ecologicamente coerente.
Pensare di consumare la stessa identica quantità di cibi
animali e produrli tutti da allevamento biologico è pura
illusione.
Ve la immaginate l’Italia intera coperta di animali nelle
campagne perché tutti gli allevamenti hanno deciso
di diventare biologici? Dovremmo espatriare su un
altro pianeta… non è proprio sostenibile, o meglio, è
semplicemente impossibile.
Perciò, se si sceglie di comprare prodotti animali di
allevamento biologico se ne devono consumare molti meno
rispetto a prima: allora questa scelta può avere un qualche
senso (dal punto di vista ecologista, non da quello etico, da
quello etico l’unica scelta possibile è non mangiare animali
e i loro prodotti), altrimenti significa auto-illudersi.

La soluzione vera

Molte persone sembrano aspettarsi che esista
una qualche soluzione “tecnica” che permetta di
mantenere invariate le loro abitudini alimentari e
allo stesso tempo eviti i pesantissimi aspetti negativi degli
allevamenti.
Ma questa soluzione non esiste e mai esisterà, perché il
problema è intrinseco nella trasformazione da vegetale ad
animale, che genera uno spreco enorme, e questo avviene sia
per gli allevamenti intensivi che per quelli biologici.
L’unica soluzione reale se si vuole pesare meno sull’ambiente
sta in una diminuzione – il più cospicua possibile – del
consumo di carne (pesce compreso), latte e latticini e uova,
tutti cibi per cui è necessario l’allevamento.

“Non mangiare carne, va’ in bici, sii un consumatore frugale”

- ecco come fermare il riscaldamento globale.

Queste le parole di Rajendra Pachauri, premio Nobel e
direttore dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti
Climatici delle Nazioni Unite, pronunciate il 15 gennaio 2008
a una conferenza stampa a Parigi.
Il dossier emesso nel 2007 dall’IPCC sottolinea infatti
“l’importanza di cambiare stile di vita” per combattere il
riscaldamento globale. Il direttore dell’IPCC, coerentemente
vegetariano lui stesso, afferma anche: “E’ qualcosa che
l’IPCC ha avuto paura di affermare prima, ma ora l’abbiamo
finalmente detto”.
E continua chiedendo: “Per favore, mangiate meno carne,
la carne è un prodotto ad altissimo consumo di carbonio” e
sottolineando anche che alti consumi di carne sono dannosi
per la salute.

allevamenti-bio.pdf (Oggetto applicationpdf) - Mozilla Firefox_4
La scelta di un’alimentazione 100% vegetale è la migliore in
assoluto, per gli animali, per l’ambiente, per la nostra salute.
Ogni passo verso questo caso “ottimo” è comunque molto
utile, quindi si può iniziare diminuendo drasticamente i propri
consumi. Mantenere gli stessi consumi e passare a prodotti
da “allevamento biologico”, invece, non risolve nulla.

Un Commento a “Carne Biologica? No Grazie”

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